
Una giornata della Memoria problematica
Oggi 27 gennaio ricorrono gli 80 anni dell'apertura delle porte di Auschwitz. Abbiamo imparato qualcosa?
Vivo la Giornata della Memoria di oggi con sentimenti particolarmente inquieti. Per i fatti che ci circondano, sui quali vorrei mettere a disposizione dei lettori delle riflessioni, soprattutto alcune non mie e che ritengo profonde e originali.
Sul Medio Oriente tanto si scrive ogni giorno ed è difficile aggiungere qualcosa di utile. Condivido dunque solo la frase dell'Amica Enrica Ferrara che mi ha mandata ieri : "... se vogliamo uscire dalla nostra situazione di popolo senza patria rendendo senza patria un altro popolo, ogni nostro diritto andrebbe perduto... scriveva Abraham Jehoshua nell'80 , Elogio della normalità , un'esortazione appassionata alla laicità, tra l'altro". Grazie Enrica.
Sulle dichiarazioni di Trump e Milei, un bell'editoriale su "laRegione" di Roberto Antonini: alla fine, un tenue filo di speranza...
Sul il
rimpatrio di Almasri, e la sua gravità come fatto e come precedente, il commento di Peppino Ortoleva, profondo come al solito. Vergogna al governo Meloni.
E qui sotto qualche contribiuto pù specifico mio o del nostro Gruppo Memoria '43-'45.
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Un’
intervista che la RSI mi ha chiesto a nome del Gruppo sulla posa delle prime pietre di inciampo in Ticino. C'è un punto al quale sono particolarmente attaccato, quando mi si chiede di commentare l'intervista del sopravvissuto che è quello dell'importanza di tenere viva la memoria dei FATTI. Una cosa che non ho sottolineato abbastanza: quando mi è stato chiesto come si lotta contro l'odio razziale, ho citato 3 elementi: rispetto, memoria e cultura. Ne manca un quarto, fondamentale: prosperità. Nel senso etimologico: poter sperare nel futuro, contrario della povertà, ma anche della precarità. Nello specifico dell'antisemitismo, dando delle condizioni di vita degne a ciascuno (basta pensare alla striscia di Gaza, dove sarebbe fuori luogo anche solo evocare il concetto di prosperità), e in generale con la diminuzione delle disuguaglianze.
- Il testo completo della lettera dalla quale ho letto un estratto, scritta dall’unico sopravvissuto dei quattro respinti ricordati dalle pietre di inciampo di Brissago. Documento commovente per drammaticità, sensibilità e per la generosità di alcuni personaggi.
- Il link all’evento Zoom che il gruppo Memoria di Brissago ha organizzto alle 18:00 del 27.01 con proiezione del cortometraggio “Pochi passi" di Carlo Bava.
